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gli anarcocapitalisti, i gipponi e i SUV, il freddo, gli emodemmerda, maicrosozz, gli ac-dc (senza un perchè), il freddo, ste stronzate da blog, il raffreddore, Mastella, già detto il freddo?, Wlady delle suonerie, Mister Lui.

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i Transformers, chi sa usare il periodo ipotetico e il congiuntivo, Brodo® <3, gli arpeggi veloci sovrapposti ed in crescendo, le citazioni, chiunque capisca le mie citazioni, quello che ascolto, Vincent Cavanagh (diciamo che lo stimo), il Modena, il check-raise, le proporzioni in tutto.

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lunedì, 05 maggio 2008

Lex against the technology

(sì bla bla bla, lo so che l'articolo non ci vuole, ma era per fare una semicit.)

(da leggersi tipo pezzo degli Offlaga Disco Pax)

Venerdì. Sette e mezza.
Torno a casa, dopo una giornata di lavoro intensa.
I miei sono via, mia sorella dorme.
Trovo un pacchetto, tutto per me.
Oh, è arrivato il router che avevo ordinato su ebay.
Il pc è ovviamente già acceso e scaricante (quanta fatica per un ep dei New Order, tra l'altro molto bello).
Apro il pacco, veramente un design elegante.
Mi metto a sciappinare.
Installato.
Apro il programma. Sembra molto intuitivo.

Non ce la faccio.

Faccio la cosa che più in fondo non posso fare. Contatto Carlo su una questione tecnologica (sai che tvb lo stesso).
Mi dice, che senza la rete installata , non andrò molto lontano.

La fame aumenta. Sgranocchio qualche patatina al computer, approfittando dell'assenza (fisica) delle due scassaminchia.
Ce la posso fare, mi dico.

Ore dieci e mezza. L'amara scoperta.


Non era un router.


QUALCUNO VUOLE UN CACCHIO DI ADATTATORE USB WIRELESS CHE NON SO COSA FACCIA, MA SI GUARDA BENE, A META' PREZZO?
postato da: lExLex alle ore 21:04 | link | commenti (5), commenti (5) (pop up)
categorie: racconti del nonno
giovedì, 17 gennaio 2008

nel precedente post

ho menzionato quel bellissimo gioco di carte chiamato Magic.

Ah i bei tempi, che quando i giovani sedicenni si passavano i pomeriggi con la compagnia, a passarsi le amiche, a fumare cannoni, a fare le vasche in piazza; e io ogni volta a fare tornei con altri ragazzi tra la puzza di sudore e la nerdaggine sovrana a cercare di qualificarmi per i nazionali (obiettivo centrato una volta). Spesso anche la domenica per i tornei importanti, quelli a livello nazionale, che qualificavano per i tornei mondiali.

I più giovani anni della mia vita buttati via (dalla prima superiore circa fino a due anni fa); anni che non posso recuperare.



I 1093 euro ricavati dalla vendita delle carte in mio possesso rappresentano però un buon payout.




p.s. senza contare l'allenamento mentale e l'intuito che quel gioco sviluppa
p.p.s.  errori ortografici NON messi a caso
postato da: lExLex alle ore 22:10 | link | commenti (9), commenti (9) (pop up)
categorie: racconti del nonno
mercoledì, 19 dicembre 2007

Lex fa tendenza

ebbene sì.

Ma partiamo dal principio.
Un anno fa il prode Carlo giocava a calcetto in una squadra di terza divisione. Lo fa ancora, e a questi s'è aggiunto bomber Brodo.
Io, che col pallone sono ambidestro (faccio schifo sia col destro che col sinistro), non sapendo cosa fare andavo a vederli giocare. In realtà a basse serie c'è poco spettacolo, il massimo è assistere a qualche rissa.
Pochi i fenomeni del pallone. A parte uno.

Costui gioca in una squadra dalle due caratteristiche peculiari: l'origine partenopea e l'essere sovrappeso. Ma a differenza degli altri lui ha un senso della posizione incredibile e una "ghega" incredibile e precisa.
L'avevo ribattezzato Puskas dal nome del mitico giocatore che in quei tempi era spirato. In realtà solo ora noto che pure lui era sovrappeso, però l'idolo locale è alto, un armadio, e gioca quasi solo di suola.

Ieri sono andato a vedere alcuni miei amici giocare contro di lui e incredibilmente anche a loro era noto con quel nome. La sua fama lo aveva preceduto (in realtà penso sia stato un mio amico che tra l'altro mi legge [ciao Manu]).

Inutile dire chi sia stato il migliore in campo.
Se passate da queste parti è una delle cose da vedere, insieme al cubo di polistirolo (lol), al Fischio e al pedonale dove ho fatto l'incidente.
postato da: lExLex alle ore 12:07 | link | commenti (6), commenti (6) (pop up)
categorie: idoli, racconti del nonno
lunedì, 17 dicembre 2007

ho un cerchio alla testa...

post per le mie innumerevoli fanz che hanno preteso mie effigi.

Che poi tutta sta emozione per la laurea l'avranno avuta al massimo i miei. Io per nulla.
Non l'ho sentita come un evento, una tappa fondamentale. Piuttosto, una giornata un po' diversa dalle altre.
E quel titolo non me lo sento, sia perchè comunque non è che sia estremamente qualificante (ok dottore in economia aziendale, ma nello specifico non è che sappia fare poi acora niente), sia per come l'ho vissuto nel corso dei tre anni (mai avuto il mal di schiena per essere stato troppo tempo chino sui libri).

Invece mi aspettavo degli scherzi da parte di Carlo e Brodo, puntualmente arrivati. Anche se il primo, in realtà, è stato la mente (perfida). E già da prima della proclamazione si presentano con queste due maschere, che esporranno per tutto il tempo, a maggior ragione in aula dove avevano richiesto il decoro minimo per l'importanza della cerimonia.

in questo momento ero fermo all'ingresso in attesa di un mio amico che voleva fortemente farmi una foto con questi due cosi. Avevo gli occhi di TUTTI I PRESENTI puntati addosso. Lol
In quel momento ero fermo all'ingresso in attesa di un mio amico che voleva FORTEMENTE farmi la foto. Avevo gli occhi di tutti i presenti addosso. Lol

Tra gli altri laureandi c'era pure un mio amico delle superiori, con cui ho diviso questi tre anni. Sapendo dei nostri grami voti (89 per me, tutto sommato giusto), ogni valutazione inferiore alla nostra, soprattutto le prime, era salutata con urla di gioia. Alla fine sono risultato nella media.


Qui un po' ero teso, ma solo fino a metà del discorso della docente.

Le scelte erano due: o andare là vestito in maglietta e braga corta, pigliare e andare come si prende un caffè, o vestirsi bene ma essere stupidi uguale. Ho optato per la seconda dato che fuori faceva freddo. Ho già detto che ero un figo?

 
Foto con famiglia. Drammatizzazione.

E poi come regalo un bellissimo book coi soliti fotomontaggi sempre di Carlo che, ha detto, svelerà prossimamente. Mi ha fatto straridere perchè (ahimè) è tragicamente vero. Tragicamente.

L'ubriacatura è rimandata a questo venerdì. Ma anche no.
Un grazie ai presenti (sul serio, non avrei potuto aspettarmi di meglio) ma soprattutto agli assenti (mannaggia).
postato da: lExLex alle ore 11:53 | link | commenti (21), commenti (21) (pop up)
categorie: bei momenti, racconti del nonno
martedì, 13 novembre 2007

cosa accadrà domani

versione idilliaca:
terminate alcune ore di lavoro, mi recherò in università in ufficio stage, dove consegnerò il questionario sullo stage; l'impiegata mi confermerà che sono puntualissimo nei tempi e che le mie preoccupazioni sono infondate.
Mi recherò poi dalla relatrice, che firmerà la dissertazione. Pausa pranzo, lavoro nel primo pomeriggio, successivamente in segreteria studenti per depositare la documentazione, che sarà tutto ok. Tornerò a casa felice.

versione plausibile:
finito il lavoro parto in macchina. Trovo coda e quando ho la possibilità apro il gas. Autovelox non visto: multa in arrivo.
Faccio tardi, indi per cui mi appresto ad andare dalla prof. Che non c'è. vado così in ufficio stage, dove mi ripetono più volte che non avendo ancora finito lo stage col cazzo che mi laureo.
A pranzo gnocco mozzarella e cotto FREDDO, arrivo a lavoro dove causa ritardo dovrò stare fino a sera. Sempre a gratis, dato che è stage.
postato da: lExLex alle ore 20:21 | link | commenti (11), commenti (11) (pop up)
categorie: racconti del nonno
venerdì, 09 novembre 2007

buon natale!

forse non lo sapete ma oggi per me ed un mio amico è natale.

correvano i tempi delle superiori, io ero ancora un ragazzetto perbene ed ingenuo nonché juventino (e filomoggiano).
Dall'esperienza delle lezioni di religione con don R. del primo anno ero anche profondamente anticattolico. Indi per cui dovevamo trovare un nostro punto di riferimento e guida spirituale per il nostro cammino.

La risposta fu anche la più scontata. L'unica personalità degna di diventare nostra divinità era soltanto lui. Alessandro Del Piero.
E lui rispondeva anche bene. Ogniqualvolta segnava o giocava bene per quella settimana io (che ero il numero 10 di registro) non venivo estratto nelle interrogazioni.
Un anno abbiamo pure comprato le paste e le abbiamo mangiate nell'intervallo, tra lo stupore di tutti.

Per cui ogni nove novembre ricordatevi di augurare BUON NATALE a tutti!
postato da: lExLex alle ore 22:06 | link | commenti (7), commenti (7) (pop up)
categorie: racconti del nonno


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