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visitato *loading* volte, persone attualmente stanno perdendo tempo qui.
giovedì, 24 luglio 2008

Contestualmente il premier ha anche ribadito di essere convinto che "il Lodo Alfano sia il minimo che una democrazia possa apprestare a difesa della propria libertà". "Il presidente del Consiglio - ha commentato Berlusconi - a seguito della persecuzione a cui è stato sottoposto in questi 14 anni, dal 30 giugno al 15 luglio, avrebbe dovuto andare un giorno sì un giorno no in udienza: quindi non avrebbe potuto governare, non avrebbe potuto convocare un Consiglio dei ministri". "Mi sembra - ha proseguito - che in una democrazia, quando si verificano cose come quelle che si sono verificate in Italia con una parte della magistratura che si è data come compito quella di sovvertire il voto degli italiani, mi sembra che il lodo Alfano sia il minimo da fare per tutelare la libertà propria".
postato da: lExLex alle ore 18:22 | link | commenti (4), commenti (4) (pop up)
categorie: perle ai porci

"Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati..." dice Berlusconi ai senatori che ha voluto ringraziare personalmente per il lavoro di questi giorni. "Non vorrei parlare dei magistrati - ha sottolineato il premier - ma mi avete liberato... Ora non verrò più perseguitato, da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze".

Il Presidente del Consiglio ha anche scherzato sul provvedimento approvato dal Senato ieri: "Così facendo - ha detto Berlusconi -, avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori...". Berlusconi ha ribadito che il Lodo Alfano "è un provvedimento assolutamente giusto".
postato da: lExLex alle ore 11:09 | link | commenti (6), commenti (6) (pop up)
categorie: perle ai porci
mercoledì, 25 giugno 2008

W Berlusconi che ci toglie le tasse!

Un'altra lezione per i coglioni che hanno votato centrodestra sulla scia delle mille promesse.

Fonte: La Repubblica
Dpef, tagli e privatizzazioni
e le tasse non diminuiranno


La crescita: 0,5% quest'anno e 0,9 il prossimo, ma potrebbe andare meglio. L'inflazione 2008 stimata al 3,4%, ma quella programmata resta fissata all'1,7

di CARLO CLERICETTI

ROMA - E' un Dpef che si potrebbe definire "prodiano" quello pubblicato sul sito del ministero guidato da Giulio Tremonti. Niente riduzione delle tasse: la pressione fiscale, che nel 2008 si attesterà al 43% del Pil, salirà addirittura (anche se di due decimali al massimo) nei prossimi anni e sarà al 42,9% nel 2013; il pareggio di bilancio ritarda formalmente di un anno, al 2012, ma nel 2011 sarà già stato praticamente raggiunto dato che si prevede un deficit di appena lo 0,1%; l'avanzo primario (ossia entrate meno spese, al netto degli oneri sul debito) sarà del 2,6% quest'anno, per salire al 3,1 nel 2009, al 4 nel 2010, al 4,9 nel 2011 e 12 e al 5% nel 2013.

I risparmi. Per raggiungere questi risultati, dunque, bisognerà spendere meno, data la stabilità del prelievo fiscale. Il pacchetto contenuto nella manovra di finanza pubblica varata dal governo contribuirà, secondo il documento, per circa 5,7 miliardi nel triennio. In arrivo tagli alla sanità per complessivi 3 miliardi a partire dal 2010, con ricette e prescrizioni on line e l'introduzione del fascicolo sanitario elettronico. Per quanto riguarda gli anni 2010 e 2011, l'azione correttiva, si legge nel Documento, "prevede l'avvio di un progetto di digitalizzazione, basato sull'introduzione della prescrizione telematica per prestazioni specialistiche e medicinali e la diffusione delle informazioni sanitarie riguardanti i cittadini". Sarà inoltre istituito un "tavolo permanente per l'armonizzazione delle politiche della sanità elettronica e avrà tra i suoi scopi la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico del cittadino, pur nella salvaguardia della sicurezza e della protezione dei dati personali".

Altri risparmi dovrebbero arrivare in conseguenza del piano industriale per la pubblica amministrazione. "Riteniamo possibile, con le misure indicate nel piano triennale, ottenere tra il 2009 e il 2011 miglioramenti quantificabili in un risparmio di circa un punto percentuale l'anno di prodotto interno lordo. [PER CHI DICEVA CHE IL PRECEDENTE GOVERNO SI BASAVA SULLA POSSIBILITA' DI MAGGIORI ENTRATE DAL TESORETTO, NON QUANTIFICABILE] Poiché l'importo della spesa corrente è attualmente pari a circa 680 miliardi di euro, un risparmio di tre punti equivale a circa 20 miliardi".

Le privatizzazioni. Poi ci dovrebbero essere introiti da privatizzazioni. Ma dei "pezzi pregiati" non è prevista alcuna vendita. "La quota in possesso del ministero dell'Economia per le società direttamente detenute (Eni, Enel e Finmeccanica) è ormai prossima alla soglia del 30%. Eventuali ulteriori cessioni di pacchetti azionari, che avrebbero l'indubbio beneficio di generare consistenti introiti in tempi relativamente brevi, esporrebbero il paese al rischio di una perdita del controllo su aziende, tra i principali attori a livello internazionale, operanti in settori strategici".

Toccherà invece all'Alitalia, ovviamente (da cui però è difficile aspettarsi un qualche ritorno economico), all'Istituto poligrafico e zecca dello Stato (idem) e poi Poste, Tirrenia e Fincantieri, e qui gli introiti ci sarebbero, e anche non indifferenti. Per Poste e Poligrafico "il processo ripartirà nei prossimi anni e al verificarsi di certe condizioni (superamento di eventuali vincoli normativi, implementazione di piani di ristrutturazione, ecc)". Inoltre "si conferma la volontà di procedere in tempi brevi ad attivare procedure di parziale o totale disimpegno dal capitale di due importanti aziende pubbliche: Fincantieri e Tirrenia".

[AGGHIACCIANTE VENDERE MONOPOLI PUBBLICI COME LE POSTE, VEDRETE POI QUANTO COSTERA' PAGARE UN BOLLETTINO AD ESEMPIO, OPPURE GUARDATE LO STATO DI ALTRI MONOPOLI PRIVATI COME FERROVIE E AUTOSTRADE]

(omissis)


Fonte: Il sole 24 ore

Imposte più pesanti sui fondi immobiliari
di Renzo Parisotto e Marco Peruzzi

Giro di vite fiscale non solo per i fondi immobiliari «familiari». L'imposta patrimoniale dell'1% prevista dal decreto legge «manovra d'estate» si applicherà solo a loro, ma l'aumento della tassazione sui redditi da capitale da partecipazione salirà con decorrenza immediata dal 12,5 al 20% per tutti i tipi di fondi immobiliari. Lo prevede l'articolo 82, comma 21 del provvedimento atteso oggi sulla «Gazzetta Ufficiale». La nuova disposizione richiama infatti, tra i destinatari della ritenuta del 20%, tutti i proventi derivanti dalla partecipazione a fondi comuni di investimento immobiliare di cui all'articolo 6, comma 1 del decreto legge 351 del 25 settembre 2001 (convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 410).

(omissis)


E ci si lamentava nel 2006 di Prodi che ne fece il PROGRAMMA DI PARTITO, almeno lui lo disse, bestie che non siete altro.
postato da: lExLex alle ore 11:27 | link | commenti (6), commenti (6) (pop up)
categorie: perle ai porci
lunedì, 16 giugno 2008

Diamogli un'altra possibilità, aspettiamo di vedere cosa combina prima di giudicare...

Un altro sentito canchero a chi l'ha votato.

C'ha ragione Zach de la Rocha

fonte: il sole 24 ore

Giustizia: approvato l'emendamento salva-premier con la sospensione dei processi

Sospensione secca di un anno per tutti i processi in corso che non riguardano criminalità organizzata e reati di grave allarme sociale. Ergo: sospensione di un anno - immediata e automatica - anche per il processo Mills di Milano, in cui Silvio Berlusconi è imputato di corruzione.

Uscita dalla porta, dunque, la sospensione rientra dalla finestra. E in una versione ben più radicale di quella tentata con il varo del decreto sicurezza. A proporla sono i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, con un emedamento a doppia firma - depositato oggi - al Ddl di conversione in legge del decreto sicurezza. La sospensione riguarderà tutti i procedimenti riguardanti fatti commessi fino al 30 giugno 2002, «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. E scatterà dalla data di entrta in vigore della nuova legge, per la durata di un anno, durante il quale resta sospesa anche la prescrizione.

La ragione di questo forzato stop sta nel fatto che «i Tribunali sono ingolfati da migliaiadi procedimenti e la maggioranza - spiega Berselli - vuole garantire una corsia preferenziale a quelli che riguardano reati gravi e gravissimi»: mafia, terrorismo e tutti quelli per i quali è previsto che si proceda con rito direttissimo e immediato, che il decreto sicurezza ha esteso a un'area più ampia di reati (ma che hanno la precedenza per il fatto stesso che sono direttissimi o immediati).
postato da: lExLex alle ore 18:12 | link | commenti (3), commenti (3) (pop up)
categorie: perle ai porci
giovedì, 22 maggio 2008

Specchietto per le allodole

Riporto da questo interessante articolo, spero serva a molti.

Mutui, consumatori: l'accordo non farà risparmiare


Le associazioni dei consumatori e i sindacati lanciano i loro distinguo sull'accordo tra Governo e Abi sui mutui. I vantaggi sarebbero meno di quelli presentati dal nuovo esecutivo. Ecco il loro parere.

Aduc. Ieri il Governo «ha sbandierato un accordo con l'associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all'anno per 1.250.000 famiglie circa.
Peccato che la notizia sia falsa»: lo afferma l'Aduc in una nota.
«Nel comunicato dell'Abi - spiega l'associazione - si legge che l'accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l'Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunché, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti.
Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal Governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti).
Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà. Ci rendiamo conto che faccia più effetto populistico e mediatico un nuovo decreto che attuare una legge prevista dal precedente Governo di una maggioranza politica diversa, ma se al centro della propria politica ci fossero gli interessi dei mutuatari questi problemi dovrebbero essere affrontati in modo diverso.
La falsa notizia del risparmio di 850 euro è figlia di questa logica e sintomatica di una partenza quantomeno sgradevole del nuovo Governo. La rinegoziazione proposta dal Governo e dall'Abi, può essere utile a chi è in difficoltà a pagare le rate aumentate (e non troverebbe alcuna soluzione migliore nel mercato), per cui è meglio bloccare la rata ai tassi del 2006, anche se questo implica un aumento degli interessi da pagare.
Chi è in grado di pagare il vecchio mutuo a tasso variabile (o può accedere ad una surroga con tassi migliorati) è bene che non faccia questa rinegoziazione perché non risparmia niente, anzi aumenta gli interessi da dare alla banca». Insomma, conclude l'Aduc, «ci dispiace dirlo, ma sul fronte della tutela degli utenti bancari, il Governo è partito male».

Uil. «La Uil prende atto dello sforzo compiuto dal Governo e dall'Abi nel riconoscere l'urgenza di risolvere il problema dell'aumento delle rate del mutuo che grava pesantemente sul bilanci delle famiglie italiane. Trovare una soluzione per governare tale aumento, messo in relazione con l'assenza di recupero dei salari, ci appare positivo ma non sufficiente. Attendiamo, però, che la convenzione stipulata fra Abi e Governo chiarisca meglio il costo totale per il mutuatario di tutta l'operazione di rinegoziazione». È quanto sottolinea in una nota Lamberto Santini, segretario confederale della Uil.
«Se è positivo il fatto di riportare la rata ai livelli antecedenti il 2007, allungando l'ammortamento a seguito dell'andamento del mercato dei tassi, molto poco chiara è l'operazione che prevede l'accantonamento della differenza tra rate che verranno pagate e quelle che si sarebbero dovute pagare. Tale quota di interessi costituirebbe un ulteriore capitale da restituire, non è chiaro come, ad un tasso fisso, riconoscendo dunque interessi sugli interessi. Soluzioni efficaci e molto più semplici sono state adottate da altri Paesi, come la Francia, -aggiunge Santini- che ha previsto forme di 'moratoriá per alcuni periodi per permettere alle famiglie di riprendere fiato e riavviare regolarmente il pagamento del proprio mutuo».
«Il problema dell'aumento dei prezzi e del mancato adeguamento dei salari -conclude Santini- non può essere ancora una volta risolto con un ulteriore indebitamento delle famiglie che, pur beneficiando di questo accordo che giudichiamo comunque positivo - vista l'attuale emergenza - a fine ammortamento si troveranno a pagare più di quanto avevano pattuito».

Adusbef «dà atto all'impegno del Governo Berlusconi per aver affrontato la spinosa questione dei mutui a tasso variabile, contratti da 3,2 milioni di famiglie su 3,5 milioni di contraenti (91%) per precise responsabilità e cattivi consigli delle banche, aduse a reiterate violazioni di legge con il concorso di Bankitalia».
Lo afferma la stessa associazione in una nota, spiegando che l'accordo raggiunto ieri «è un'inversione di tendenza rispetto al precedente Governo, che aveva sbandierato lenzuolate di liberalizzazioni fasulle, dalla simmetria dei tassi, alla eliminazione della Commissione di massimo scoperto (che ancora grava sui prestiti in misura del 4,37% l'anno in aggiunta al tasso, nonostante la Cassazione l'avesse annullata), a surroga e portabilità dei mutui, restate lettera morta per l'omessa vigilanza di Bankitalia e la stessa tolleranza di ministri e vice-ministri economici del Governo Prodi, 'troppo amici delle banche'».Tuttavia Adusbef «non dà alcun credito a banche ed Abi che propagandano risparmi di 850 euro l'anno, vergognose frottole per i creduloni, perché tali 'teorici scontì saranno messi in coda alle rate, maggiorate di salati interessi (i prestiti nostrani sono già gravati da tassi più elevati di uno 0,70% secco rispetto alla media europea, essendo attestati in Italia al 5,79%, nell'Ue al 5,09%). I risparmi teorici di 850 euro l'anno, fumo negli occhi per gli allocchi, sono del tutto campati in aria, per effetto dell'allungamento della durata del debito, gravato da interessi variabili legati all'IRS e fino alla copertura del debito residuo, ossia capitali ed interessi, che porteranno a 23-24 anni un prestito originario di venti anni».

Adiconsum. «I mutuatari devono essere consapevoli che ciò che non viene pagato nella rata dovrà essere pagato a fine mutuo caricato degli interessi». Lo afferma in una nota Paolo Landi, dell'Adiconsum, commentando l'accordo raggiunto ieri tra banche e governo.
«Perché - chiede Landi - il Governo non utilizza anche i 20 milioni di euro previsti in Finanziaria per i mutuatari in difficoltà? Adiconsum chiede di partecipare al tavolo Governo-Abi per esaminare nel dettaglio le condizioni dell'accordo. Da come è stato spiegato l'accordo, sembrerebbe che oltre un milione di famiglie avrà una riduzione del costo del proprio mutuo a tasso variabile. Non è così. Viene sì ridotta la rata del mutuo, ma la durata del mutuo si allunga e ciò che non si è pagato oggi, sarà pagato in futuro caricato dei relativi interessi. L'aspetto positivo di questo accordo sta nel fatto che la banca è obbligata a rinegoziare mentre fino ad oggi, come è accaduto frequentemente, poteva non offrire la propria disponibilità. In questo senso, l'accordo facilita il rapporto banca-mutuatario e fissa le condizioni dell' accantonamento. L'anno preso a riferimento è il 2006, in cui però si erano già registrati gli aumenti più rilevanti.
L'abbassamento della rata del mutuo a tasso variabile di circa 100 euro viene addebitata su un conto finanziamento. Su queste somme maturano interessi ad un tasso fisso (oggi del 5,13%) che si cumulano nel corso degli anni fino alla scadenza del mutuo.
Il vantaggio per le famiglie è una rata del mutuo compatibile con il proprio reddito, ma ciò non comporta alcuna riduzione dei relativi interessi maturati e il pagamento di ulteriori interessi a scadenza. Parlare, quindi, di benefici di 800-1000 euro è assolutamente fuori luogo. I vantaggi sembrano più per le banche che per i mutuatari». Tra i dubbi avanzati da Landi, c'è da chiarire se la tenuta del conto finanziamento è gratuita, oppure vi gravano dei costi e se le quote accantonate sono solo interessi o quote di capitale.





L'ICI è stata tolta sulla prima casa, tagliando spese da un decreto (il milleproroghe) che è un una tantum.
Cioè, per quest'anno è andata, la prossima sarà un costo in più, e si sa se lo stato ha bisogno di denaro da dove lo prende...
postato da: lExLex alle ore 21:00 | link | commenti (6), commenti (6) (pop up)
categorie: perle ai porci
mercoledì, 07 maggio 2008

ahahahaha

B. prima e dopo le elezioni:
"avremo 12 ministri massimo, di cui 4 donne".

B. ora: 21 ministri, solo 4 donne.

Aah, i bei tempi della sinistra e delle mille poltrone date a parenti e amici...




E ora una notizia di fondamentale importanza:
mi stanno tornando i riccioli!!!
Stavolta mi sa che NON taglio.
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categorie: perle ai porci, vita vissuta poco e male
venerdì, 18 aprile 2008

Siamo alle solite, dopo soli 3 giorni di governo in pectore.



Ecco chi avete votato.

Come disonorare la figura di Anna Politkovskaja, lei davvero un'eroina.
Ma tanto l'ignorante elettore di centro-destra manco la conosce.

Di nuovo, un cordiale vaffa.

P.S. Link per coloro.
postato da: lExLex alle ore 19:48 | link | commenti (10), commenti (10) (pop up)
categorie: perle ai porci
martedì, 15 aprile 2008

Fico come la voce di un ignorante che dice "la sinistra ha messo il paese in ginocchio" conti più dei dati economici.

Auguro di finire in COMA VEGETATIVO a chiunque testa di cazzo abbia votato per Tremonti e la banda di pagliacci che loro sì, evidenza alla mano, sono il cancro dell'Italia.

 


IO NON MI SENTO ITALIANO
postato da: lExLex alle ore 00:11 | link | commenti (12), commenti (12) (pop up)
categorie: perle ai porci


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