E alla fine un po' troppe aspettative e soprattutto un senso di stanchezza esagerato hanno fatto la differenza, tanto che il momento di maggior coinvolgimento nel concerto l'ho avuto nei 20 secondi finali di Smokers Outside The Hospital Doors, la final track.
Lights
Però, che dire. Gran gruppo, formato da artisti veri. Il batterista aveva il sound settato sui Joy Division, incredibile le somiglianze con la band di Curtis. Anche Tom Smith, il cantante, che oltre alla voce ha in comune con Ian il modo di tenere la chitarra, ha fatto poche sbavature (ma scusabile, nessuna pausa se non un encore finale, altissimi ritmi), ha un grande carisma e sa tenere perfettamente il palco, arrivando anche a cantare o suonare sopra al pianoforte. Il bassita vabbè è trascurabile, solito compitino cui posizione spesso relega; quello che mi ha stupito in realtà è Chris Urbanowicz, il chitarrista principale.
E' l'essenza della definizione di artista, capace di isolarsi dal palco, entrare in uno stato di trance, di catarsi emotiva, probabilmente dovuto al fatto che soffre di
sinestesia.
Lui e il batterista fanno poi il sound della band, ma evidentemente questo non era noto al fonico che all'inizio ha proprio cancellato, poi con l'avanzare del concerto aggiustato (alzandolo di poco) il volume della chitarra sua e di Smith. A parte la cover di Lullaby dei The Cure, questo non è avvenuto ai giusti livelli (o sono abituato a settaggi più pesanti, come ai concerti metal). Peccato.
The Racing Rats
Mi ha stupito il pubblico, carico a mille dopo l'opener tranquilla, ha iniziato a spingere e a pogare come se fossimo andati a vedere gli Slayer.
Se succede una cosa così per gli Explosions In The Sky giuro che faccio del male a qualcuno.
Il gruppo spalla è stato un po' così | : ma questo non ha impedito di farmi acquistare ed autografare il loro cd, per dare un +1 alla mia collezione. Oltre alla maglietta degli Editors.