E alla fine, sono andato a vedere Cloverfield. O quello o una serata di nulla cosmico. Con Carlo. Un lostiano (lui) e un antilostiano. Bel cinema quello di Rubiera, c'ero stato altre volte ma l'avevo sempre trovato chiuso. Fornitissimo di gommose.
Il film coinvolge, questo sì, ma così come il serial se ti fermi a riflettere un po' ti chiedi come mai sia possibile che tutto ciò accada? E poi [SPOILER] muore anche il mio personaggio preferito, la ragazza introversa, sarcastica e un po' sociopatica che si sacrifica per salvare un quasi sconosciuto che aveva un debole per lei. [FINE SPOILER]. Consigliata la visione a tutti gli
Halfisti.
Torniamo verso casa, guido io.
"Oh, un messaggio. Chi mi ama?" penso.
Simpatico gioco di parole, eh? Invece che dire "Chi mi chiama?" elido tre lettere. Molti non se ne accorgono. Quasi tutti rimangono indifferenti. E probabilmente fanno bene.
Prendo fuori il cell, lo sblocco, e si mette a parlare. Non era un messaggio. Ancora non ho molta confidenza con il mio nuovo modello.
Rispondo, sento cosa mi dice, titubo, guardo l'orologio, guardo dove sono, penso, faccio una rotonda con una sola mano, poi mi accorgo di non avere il servosterzo e mi stacco un po' dall'altoparlante, riattacco.
Non ho neanche pensato a mettere il vivavoce.
Decido. Sono ancora sotto gli effetti del film, e comunque razionalmente a posto; in fondo il quadro era chiaro già da tempo, quindi si trattava solo di un pro forma.
Due chiacchiere, quattro chiacchiere, un po' di gas in più del solito, in 10 minuti sono a Carpi.
Scarico Carlo, torno a casa.
Barba veloce, col rasoio elettrico. Nel pulirlo lo spunta basette ci abbandona; vabbè, ormai non ti utilizzavo neanche più, grazie comunque per quello che hai fatto nella tua esistenza.
Apro l'armadio, vesto casual (nel senso che decido in poco tempo aprendo e prendendo cose a caso). Cambio macchina, parto. Buona musica in sottofondo.
Arrivo subito, parcheggio in mezza campagna, schivo le molte e profonde pozzanghere. Entro, trovo uno spettacolo inusuale per un posto come quello, ma vabbè. Metti caso che trovo il tassista del precedente post.
Due, tre giri, nulla; al quarto trovo chi mi ha chiamato; in giro un altro po', ecco, là.
Provo un botta e risposta, becco una botta e basta. Ci sta, ma forse s'è un po' travisata la situazione. Peccato. C'erano tutti i presupposti per un confronto aperto, in serenità, e senza intermediari (passaggio estremo e stucchevole, lo riconosco; ma sola via percorribile per come stavano i fatti, per come ero allora).
Un saluto e magari un arrivederci.
Ma evidentemente lo volevo solo io, e posso capire. Capisco più gli altri di me, ma forse mi sbaglio.
Cloverfield in un certo modo era stato profetico. E penso a chissà invece cosa sarebbe potuto accadere, se al cinema avessi scelto la sala uno invece che la due, come avevo scherzosamente accennato a Carlo; così oggi come tanto tempo fa.
L'altro finale me lo avevano raccontato, sarei andato a colpo sicuro.
on air: Godspeed You! Black Emperor - Yanqui U.X.O. [full album]